01/12/2011

In Lavorazione il Saggio inedito di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"

INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.

Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.

La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.

La Redazione

28/11/2011

S. Natale 2011: Auguri

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Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali: 

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11/02/2011

La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

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Note Biografiche



Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.

L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.

Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.




Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.

Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.

Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.

Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.

La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.

Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.

Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.

In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al di lei padre, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.

Mariarosaria Salerno

(In corso di pubblicazione, per info e prenotazioni del Saggio, email:. atanasiobisignano@yahoo.it)


 

16/12/2010

S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

> S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

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23/05/2010

Nota Critica: "Le Parole del Cuore"

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Mariarosaria Salerno e la liricità greca

 

Nota critica a”Le parole del cuore”



Le parole del cuore”, canzoniere di Mariarosaria Salerno, edito da Cliodea è l’espressione artistica di stati d’animo, di immagini filtrate dai sensi, di attimi intensamente sospesi ed evocativi, i cui motivi dominanti sono l’amore e la religiosità. I componimenti di Mariarosaria Salerno sono il frutto di una profonda ricerca personale e culturale, di un’ introspezione intellettualmente interiore, forgiata dal silenzio e dalla solitudine. E’ un poetare leggero, a tratti quasi evanescente, inebriato di passione e di malinconia, costantemente anelante di speranza. L’autrice, si lascia andare ai misteri dell’universo, canta la voluttà, la sfrenata gioia di vivere, sebbene senta il vano fluire delle cose, invoca la forza travolgente e l’impeto potente dell’amore, di cui avverte tutto lo smarrimento. L’autrice s’interroga, avvia un segreto dialogo con il suo cuore, compagno fedele, a volte anche languido, sa riconoscere le pulsioni e i fremiti di quel cuore, ma, pur sempre ne rimane affascinata. Le immagini battono sul suo cuore e i suoi versi poetici li rivelano e li liberano. I suoi moduli espressivi ci portano ad evidenziare le tensioni della sua psiche, la costante ricerca, attraverso l’astratto, di certezze, con un anelito struggente al futuro, in un modo che trova riscontri nella produzione poetica arcaica, preludio e fondamento di tutta la poesia europea classica e moderna. Spiritualmente intuitiva e riflessiva, Mariarosaria Salerno, infatti, sembra ridare voce e valore al lirismo greco; i suoi versi, le sue parole, riecheggiano, con quella dolcezza e quell’intelletto propri di una donna del suo tempo, la delicata sensibilità dell’antico lirismo greco femminile, in particolare la musicalità e l’intima armoniosità di quella poesia melica che nell’Ellade era, sovente, accompagnata da uno o più strumenti a corda e, ancor più, gli esigui, straordinari frammenti pervenutici di antiche poetesse come Saffo, Anite e Nosside. I loro animi femminili, i loro cuori palpitanti di vita, al pari della nostra autrice Salerno, ci hanno rivelato quella dimensione intima e personalissima, traboccante di emozioni, quei sentimenti unici verso la natura, verso la terra, madre calda e feconda, verso il mare, amante impetuoso ed imprevedibile, quelle descrizioni fresche ed immediate di paesaggi meravigliosamente arcani, di cui cogliere tutta la bellezza e la sacralità, quella commozione, impalpabile e pura, tutta femminile, verso i piaceri e i tormenti amorosi, da cui scaturiscono, vicendevolmente, sofferenze ed estasi. “Le parole del cuore”, a prescindere, dai temi trattati, richiamano forti contenuti affettivi e soggettivi: l’autrice ferma, attraverso una straordinaria perfezione formale ed un uso pressoché costante di immagini metaforiche, i moti individuali dell’animo e le vicende della sua vita interiore, sospesa tra sogni e visioni. Ciò che caratterizza i suoi componimenti sono l’omogeneità di fondo del suo pensiero poetico, l’ispirazione autentica e genuina e la capacità di comunicare con parole scevre da ogni esasperante ricerca linguistica. Una silloge poetica, dunque, ricca di quell’ “humanitas”, che è anche il titolo di un suo componimento, un’opera tutta da meditare, poiché ella non “dice”, ma riassume la propria anima. Mariarosaria Salerno, colta e raffinata, si avvale del mito antico, della filosofia, della religione, ed incarna quell’ideale di intellettuale di cui oggi purtroppo si hanno rari esempi. Un merito particolare all’editore, Atanasio Bisignano, giovane e lungimirante mecenate contemporaneo, che, nell'ambito del variegato panorama editoriale, ha saputo liberare la soave arte poetica, da quella condizione a cui è stata ingiustamente relegata dalla scuola e dagli studi accademici, conferendogli una nuova, ampia fruibilità e un rinnovato piacere per la lettura.

Dott.ssa Ines Ferrante



29/04/2010

Locandina di Presentazione Editoriale: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno 22/05/2010

Salerno locandina1jpg.jpg> Locandina di Presentazione Editoriale del Libro: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno.

22/05/2010 Sala Convegni Tokyo - Museo del Presente di Rende (CS).

Presentazione Multimediale della Silloge poetica a carattere religioso e d'amore della poetessa e saggista prof.ssa Mariarosaria Salerno.

10/04/2010

Book Premium: Maggio 2010

Le Parole del Cuore.jpg Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino

"Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno - Silloge a carattere d'amore e religioso.

 

 

Introduzione


Mariarosaria SALERNO si ripresenta al pubblico con una seconda silloge, questa nuova e odierna dal titolo: "Le parole del cuore" (ovvero: "parole che sgorgano dal cuore").

Leggendo le sue poesie ritrovo appropriata, per i suoi contenuti, una mia riflessione di qualche anno fa, paragonando il poeta ad una carta assorbente: “per la sua spiccata sensibilità egli assorbe il Male e il Bene del Mondo”. La "pŏēsis" è frutto dei sensi e, come forma d'arte, trasmette emozioni.

"Poesia" deriva dal greco "póiēsis" (poiéō) e significa: faccio e non, come molti scrivono: creare, poiché "creare" non appartiene all'uomo, ma a Dio. Il poeta, dunque, è colui che fa, perché dotato di grande sensibilità e, insieme, conoscenza tecnica specifica. La sensibilità del poeta è la particolare capacità (o inclinazione) di percepire (o ricevere), con grande intensità, sensazioni, affetti ed emozioni, attraverso i sensi. Il poeta, come lo è la nostra Autrice, è una persona sofferente, ma che sa gioire per le piccole-grandi cose, quali: il sorriso di un bambino o un fiore sbocciato (accomunati per la loro bellezza, innocenza e fragilità) e, poi, perdersi nella contemplazione del cielo stellato, come creazione di Dio, Dio che riempie "la solitudine del cuore".

Quella di SALERNO è una "dolce poesia" che s'invola "sulle ali del vento" per esplorare nei segreti dell'Universo e non solo, perché rivisita (nei suoi ricordi) il passato e vive intensamente il presente che velocemente passa.

Animus ita late longeque peregrinatur, ut nullam oram ultimi videat, in qua possit consistere (ovvero: l'animo trasvola per tutti gli spazi, e non trova confine dove fermarsi).

Nelle sue poesie primeggia la forza dei contenuti, rispetto alla struttura tecnica dei componimenti, suddivisi spesso in strofe quasi sempre irregolari e in versi di diversa lunghezza e liberi. Poesie caratterizzate, in modo quasi ossessivo, dalla presenza della consonante liquida “erre”, ad iniziare dal titolo e dalla premessa, a finire all'ultimo componimento; “erre” presente in parole-ritorni (cuore, amore, Universo, Signore, Creato, Speranza, ricordo, Natura, forza, fiore, ecc.).

Le composizioni della poetessa spesso sfiorano la preghiera, composizioni caratterizzate da pause, e la loro bellezza espressiva riflette, come in uno specchio, la sua immagine interiore; quest'ultima, a sua volta, traspare dal suo viso...dai suoi occhi. Animus habitat in oculis (ovvero: L'animo traspare dagli occhi). Le sue poesie-preghiere sono consolatorie "sperando in un approdo" desiderato.

Questa produzione poetica, da cui emergono solitudo: solitudine, animus purus: animo puro, graves sententiae: profondi pensieri, e un "amore continuo" verso Dio e il Suo grande dono: la vita, è frutto di una sentita ricerca spirituale dalla quale scaturisce il canto dell'animo di Mariarosaria SALERNO.

Giovanni Cimino

 

 

19/03/2010

Book Premium: Aprile 2010

Buccino Cop.jpgCollana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino

"O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino - Silloge a carattere d'amore e religioso.

 

Alberto Buccino è un giovane poeta, ricco di fantasia ed estro creativo, dotato di tenacia, fierezza e rigor morale. In questo suo primo libro, dal titolo “O Teneron d'Amore”, Raccolta di Pensieri novelle e poesie – edito dalla Casa Editrice Cliodea, con elegante veste tipografica – come sono, daltronde, tutte le altre edizioni, prodotte fino ad oggi – ha racchiuso racconti e poesie tra le più belle, riuscite, vissute, misurate ed armoniose nella stesura, ardenti, impetuose, nostalgiche, così come lo è la sua anima, certamente promettendo altre raccolte da donarci nel tempo.

(…) I racconti e le poesie di Buccino si fanno leggere con intenso godimento, soffusi di spirituale evasione

esoavità francescana; avvincono il lettore per la muscolosa andatura e si fanno prèdiligere, perché rivelano

senzaveli l'anima sensitiva del poeta.

Qualunque emotività della natura e dell'umanità sofferente viene cantata, descritta, celebrata, con tocchi e

pennellate che fotografano, con sincerità e passione, le nostre sensazioni, le nostre aspirazioni, le nostre mete

ideali.

(…) La trama dei suoi racconti, dallo stile brioso e disinvolto – che diverte e avvince – talora risulta occasionale e

leggermente farsesca. Anche se vi riscontriamo la medesima trasposizione e rispondenza dell'artificio

dell'invenzione poetica; motivo dominante è sempre il sentimento vivo dell'infanzia perduta, e radicata agli

affetti, commisti ai ricordi, gentili e lirici.

Ed è veramente valido – artisticamente – e mirabile l'immediato contrasto tra il nascere di un mondo scomparso e

il mondo in cui l'autore si trova a vivere il presente!

Cotesto pensiero, con il voto degnamente cantato e/o celebrato, è il motivo dominante, la ragione che muove la

volontà del giovane poeta – appartenente alla nobile e fiera stirpe albanese – a cercare o riscoprire “l'Antica

Madre”, per trasposta ideazione, la Poesia, ovvero il mondo della coerenza ideale, della saggezza, delle memorie,

delle tradizioni, dei valori, che costituivano i principi cardini della vita dei prischi padri, quali la dignità, l'onore,

l'eroismo, la lealtà – in contrapposizione alla futilità, incongruenza, superficialità e slealtà dei nostri tempi!

(Da Studio critico-preliminare).


Ottavio A. Bisignano

 

11/03/2010

Book Premium: Aprile 2008

Scansione0007.jpg> Collana Studi e Ricerche "Storia delle Religioni" diretta e curata dal dott. Fulvio Terzi

"Religioni e Dottrine Misteriosofiche della Grecia e dell'Antico Oriente" di Ottavio A. Bisignano.

Copertina a colori 15x21 - Bross. Illustr. pag. 424 - Prezzo 24,00€ (I.I) ISBN 9788890339509

"Saggio a carattere teologico, filosofico, esoterico sulla Storia delle Religioni in Oriente ed Occidente: Tradizioni e Simbologie".

Per Info e prenotazioni www.editricecliodea.com

Per Ordini telefonici tel./Fax:. +39 0984 482565

 

Introduzione

Il concetto di religione e i significati annessi a tale termine, prima attribuiti alla sola dimensione del cristianesimo, sono stati estesi a comprendere le culture precedenti pre-cristiane, a torto confinate nel visione del paganesimo e nella realtà distinta del politeismo, con le dovute eccezioni monoteistiche presenti nella cultura egizia, nell’area mediorientale e più tardi nelle americhe.

Tale limite psicologico e culturale, determinato e condizionato dalla visione occidentale nei contatti con altre culture esterne all’area europea, improntava la considerazione sugli usi, costumi e credenze di altre popolazioni a visioni totalmente estranee rispetto alla concezione della religione, incardinata su radici culturali fondatamente cristiane, che escludevano tali popoli dalla dimensione del sistema della religione assegnata al cristianesimo.

Anche componenti di visione non solo politeistica ma anche monoteistica, presenti in popolazioni primitive, consideravano qualsiasi essere extraumano concepito da altre culture quale “divinità”, appartenente al sistema delle proiezioni tradizionali e culturali a cui si applicavano definizioni di categorie e tipologie distintive per etnie associandone altresì a luoghi geografici i caratteri peculiari che identificavano e, come in parte avviene ancor oggi, i culti relativi ad esempio all’ “animismo”, al “totemismo”, al “feticismo” limitando a semplici osservazioni e identificazioni per categorie le realtà espressive dotate, invece, di profonda qualità culturale e umana.

Ancor più, la incomprensione rituale connessa a carenza di concettualità di fondo portò a distinguere culti e manifestazioni nella dimensione della magia, da considerare quale momento di evoluzione e comunque preliminare alla fase della religione vera e propria.


La interpretazione dei fatti attinenti alla ‘sfera religiosa’ portò alle tesi evoluzioniste di uno sviluppo graduale dell'umanità da una fase magica, in cui le azioni rituali sollecitano un soggetto extraumano ad agire portando il “sacro” nel mondo della contingenza e in cui l'intervento umano è soltanto parziale, a una fase più propriamente religiosa, in cui viene ad essere coinvolta anche la concezione del mito, basata sulla visione della sacralità e comunque sottratta alla contingenza storica e cioè al pensiero umano.


E’ palese in tale visione, che tentava di racchiudere nel rapporto sacro-profano proprio delle visioni animiche e nella divisione tra umano e divino, espresso dai temi della mitologia classica, una storicizzazione razionalista della religione tesa a sistematizzare il campo della ricerca.


Il confronto, inteso come analisi comparata tra le varie ‘religioni’ si avvia già nel XVIII° secolo. Periodo in cui vengono messe a confronto le religioni primitive africane con quella dell’antico Egitto e le religioni dell'antichità classica con quelle degli Indiani d'America, evidenziando una presa di coscienza atta a definire un concetto di religione che racchiudesse la realtà occidentale e quella extraoccidentale a seguito dei processi di colonizzazione molto attivi e stabili al periodo.


Il pensiero illuminista considerò la religione una esigenza dell’uomo, al quale attribuiva l’origine della mitologia, nonché elemento costitutivo della civiltà secondo una visione vichiana.

 

A. Comte, più tardi, definì la religione un momento del progresso umano, trasferito durante l’evoluzione dal feticismo al politeismo per giungere poi alla concettualizzazione del monoteismo, considerato da Hume la forma di religione più progredita.

La religione animica primordiale viene considerata il primo momento di sviluppo della esigenza religiosa a cui segue il politeismo, che restringe il campo della dimensione spirituale a poche figure divine, per concludersi, infine, nel monoteismo.

Senza tener conto che molti studi antropologici eseguiti presso popolazioni primitive confermavano, contro la teoria evoluzionistica, che l'idea di divinità personali, qualificabili come entità suprema, si trova anche presso tali culture.


Gli studiosi, di conseguenza, partendo da una esigenza istituzionale della religione come forma di coesione e strutturazione sociale, hanno inteso sottolineare l'origine sociale della religione, risalendo alle credenze presenti già nelle manifestazioni delle religioni primitive e sviluppandone una lettura comparata. E’ stata posta, perciò, come elemento costitutivo di ogni religione la credenza nella dimensione del ‘sacro’, che produce pratiche e riti capaci di garantire la coesione del gruppo.

In tale ottica sono stati studiati e approfonditi i temi e i contenuti delle grandi religioni storiche e i rapporti intimi fra le loro evoluzioni e quelle delle forme e delle organizzazioni sociali dominanti.


Dalla natura degli studi e delle ricerche filosofiche ed etno-socio-antropologiche sul problema della religioni, al quale si rimanda nella individuazione delle ricerche e degli studi che, ad oggi, hanno segnato lo sviluppo e il continuo dibattito sull’argomento, emerge un quadro di interesse ma di profonda limitatezza umana in cui l’esistenzialismo sociale, ovvero l’ideologia della società condotta fino alla persona, intende affermare sè stessa come singola e irripetibile realtà concreta, propugnando una apparente filosofia della libertà.


Ma ogni filosofia o sviluppo di pensiero che nega la possibilità di verità assolute e valori stabili e oggettivi, non può connettersi al bisogno dell’uomo e rappresentarne la totalità delle esigenze.

Per Protagora ogni singolo uomo “è misura di tutte le cose”, cioè per ognuno è verità ciò che gli appare pur nella varietà e nel contrasto. Idee comuni al relativismo individualistico sofista e allo scetticismo greco. Ancor adesso, il tema viene ripreso nel relativismo storico in etica:

«tutti i sentimenti morali variano secondo i popoli» per affermare, in tale visione, la concezione unitaria e progressista della storia e propugnare, in termini gnoseologi, la tesi della verità come processo illimitato di approfondimento e adeguamento all'oggettività del reale, cioè del materialismo storico.


Oggi si è volutamente dimenticato, nel processo di indagine critica sullo studio delle religioni, un dato fondamentale che riguarda e attiene all’intera società umana e alla singola persona, come individuo a sé e in comunione divina. Tale dato non soltanto ha segnato la presenza di un filo prima solo apparentemente nascosto ma, altresì, ha costituito il gradiente dell’ evoluzione umana fino a manifestarsi compiutamente nella persona del Dio –Uomo. Oltre e in superamento del processo di mitizzazione o interpretazione che è stato assegnato allo studio interpretativo e comparato delle religioni:

- il tema della ‘rivelazione’- ovvero il concorso partecipe della manifestazione divina alla realtà umana e la contestuale chiamata dell’uomo a compartecipare alla divinità stessa.


Come afferma l’autore nell’Epilogo dell’opera :


Il presente studio approfondito delle Religioni, dei miti, delle dottrine arcane o misteriche, delle varie filosofie o scuole di pensiero e delle letterature antiche ci ha permesso di evidenziare e di conoscere le carenze inerenti ai culti e riti purificatori - originari per lo più dell'oriente - le incoerenze e contraddizioni delle concezioni e convinzioni intellettuali dei popoli pagani precristiani. Anche se - occorre dirlo - nelle tradizioni religiose di tutti i popoli orientali era fortemente allignata l'idea o la credenza di una non ben decifrata colpa originale, nonché il senso d'impotenza a liberarsi l'umanità dall'incubo e dall'angoscia di tale condanna; donde il vivo desiderio o l'attesa trepidante di un Eroe soccorritore, di natura divina, superiore a quella umana limitata e corrotta, che potesse - trionfando sul male - riportare l'umanità all'età dei "Re primitivi" o "Età dell'oro", della felicità paradisiaca - come si racconta nei miti mesopotamici…”

Non si tratta quindi di un compendio sulla storia delle religioni, non una cronaca sugli eventi che hanno assistito l’uomo quale costruttore di miti, neanche di una voluta e colta proposizione di eventi tesi a esaltare la intelligenza e nel contempo la qualità spirituale della ricerca umana. Ancor meno di un approfondimento giustificativo sulla fede in visione cristiana.

Lo studio, colto, attento e approfondito, è stato svolto con il bisogno profondo di comprendere la portata di un disegno complesso e multiforme, ma comunque unitario nella composizione e nella progressione espressiva.

La ricerca densa e particolareggiata, che analizza e approfondisce le religioni e le dottrine della cultura mediterranea, dell’antico oriente e dell’area estremo-orientale, ha percorso il viaggio dell’uomo nel confronto con la “divinità” attraverso il pensiero storico interiore, da cui è scaturito, un sistema di eventi, solo apparentemente distinti nel tempo e nello spazio, ma comunque ben decifrati e riconnessi fino a giungere, inevitabilmente e senza alcuna forzatura interpretativa ma con spontanea evidenza e consequenzialità di contenuti, a ritrovare e rivivere la grandioso visione che lega l’uomo a Dio.

Significativo il percorso che stabilisce i paradigmi e i rapporti tra la preparazione dell’avvento che parte dell’antica alleanza fino alle vivide enunciazioni neo-testamentarie attraverso i ‘testimoni’ o protagonisti biblici.

Si tratta, in sintesi, della conclusione di un percorso di liberazione per il raggiungimento della conoscenza della verità interiore, e della realtà poi, in un sistema in cui la emancipazione totale dell’uomo discende dalla annuncio della rivelazione cristica :


“…Cristo è l'equivalente termine greco, all'avvento della nuova Alleanza, perfetta ed universale, con la quale Gesù Cristo compie la Redenzione dell'Umanità, abolendo per sempre ogni altro sacrificio cruento, e superando ogni altra forma cultuale e rituale pagana, per riconciliarsi con la divinità…”

In quest’ultima frase, pur essa contenuta nell’epilogo dell’opera, sta il senso dello studio compiuto, che non rappresenta come lascito culturale la conclusione di un lavoro, bensì costituisce l’affermazione di un inizio, oggi ancor più significativo e indispensabile rispetto al nostro passato.

 

Marzo 2008


Fulvio Terzi

Bacheca: In Uscita Editoriale

Buccino Cop.jpg> Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino.

"O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino - Silloge poetica a tema d'amore e religioso con brevi racconti e aforismi.

Copertina a colori, Bross. Illustr. Pag. 200 - Prezzo 14,40€ (I.I) ISBN 9788890339530

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Prefazione

Alberto Buccino, grazie alla disponibilità della Casa Editrice Cliodea, nella figura del suo Titolare e Direttore editoriale Atanasio Bisignano, suo amico fraterno, giunge alla realizzazione del suo primo lavoro editoriale, che racconta in versi e prosa, con grande sensibilità d'animo e vena artistica: la sua vita, trasfigurata dalla forza della propria immaginazione, in spunti, aneddoti e riflessioni, che ripercorrono, in breve le tappe essenziali della sua esistenza; un traguardo questo, notevole, per un animo dotato di grande slancio emotivo e creativo, dove in ogni strofa e componimento, si percepisce tutta la sua forte fede religiosa, il suo pregnante credo e adorazione, nella Santissima Trinità, che trova manifestazione nella Parola di Dio, Cristo Signore e lo Spirito Santo o lo Spirito di Amore, che pervade tutti i movimenti delle nostre anime e coscienze, rendendoci creature e/o persone nuove, immerse nella profondità dell'eternità e al tempo stesso più vicine alla Sua grande Luce e alla Sua azione Creatrice. Tutto questo, in Alberto trova il suo nutrimento e la sua forza, per dare un tocco di consapevolezza in più in ognuno di noi; e trarre fortezza d'animo, pace e sapienza, che ci aiutano a vivere la vita di tutti i giorni, con la certezza, che l'uomo vive in continuo rapporto con l'Eterno, senza tempo, sorgente della vita che non muore. Tutto è parte dell'incessante flusso dell'amore e della misericordia di Dio, Colui che è, e che regna in eterno!

Prof.ssa Donatella Bisignano

(Resp. Ufficio Stampa, Casa Editrice Cliodea)

 

 

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 > Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino.

"Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno - Silloge poetica a tema d'amore e religioso.

Copertina a colori, Bross. Illustr. Pag. 170 - Prezzo 14,40€ (I.I) ISBN 9788890339547

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